

Anarchitettura, mi sono detto, potrebbe essere, si potrebbe essere davvero. Un luogo che venga dall'istinto dell'immaginario, senza orditi o strategie, ma che esista, diventi e si trasformi, che si consegni al desiderio e alla concretezza, che non stupisca con la banalità degli eccessi, ma ci faccia sentire interpretati senza pretenderlo. Un luogo dove il pediluvio in una vasca di pietra sia più di un "viaggio" che una piatta doccia fisioterapizzata. Dove ci sia anche qualche segno "scontato", perchè no, se ci fà pensare bene, se non ci aggredisce e ci fa dormire e svegliare meglio, dove tutti i sensi siano tranquillamente attenti senza essere allarmati. Dove si "assapori", al di là delle tentazioni, un si-luogo del mio cuore anarchitetto, di fronte all'obbligatoria certezza di molti, troppi, luoghi-non.




